Qualche libro molto bello

La storia di una famiglia di neri attraverso tre generazioni. L’abbruttimento degli uomini che porta a violenze famigliari “giustificate” dal fatto di essere considerati “cose” dai bianchi. Ma anche la denuncia, non troppo velata, che nonostante tutto il male che sicuramente è derivato dal suprematismo bianco, c’è sempre una fiammella dentro ad ognuno di noi che ci rende esseri umani. Eppure non per tutti è così. Mentre Grange, dopo aver commesso tutti i crimini possibili, si pone domande su questa fiammella, suo figlio è perduto. Un libro di denuncia dei rapporti bianchi/neri, un libro di denuncia delle violenze famigliari le cui vittime sono bambini e donne. Le donne sono estremamente importanti in questa storia. Non sono solo vittime, ma sono anche la volontà di reagire – ognuna a modo proprio – alla forza, al destino. E sono donne che utilizzano tutto quanto hanno a disposizione per farlo. Dai fucili al sesso. L’unica cosa che non riescono mai a mettere da parte è quella pietas che le distingue dagli uomini. QUESTO E’ UN LIBRO DAVVERO DA NON PERDERE)

(RECENSIONE DELLA LIBRAIA)

Alice Walker, La terza vita di Grange Copeland, ed. SUR, € 18,00

“Vivevamo ogni giorno difficoltà che facevano sorgere una domanda scomoda sull’America, e che non molti erano pronti ad affrontare: se una persona poteva ogni giorno andare al lavoro ma non essere comunque in grado di pagare le bollette, e se il razzismo non c’entrava, allora c’era sotto un problema meno esplicito. Ma quale?”.

Un libro che lascia perplessi anche su quelle realtà delle quali pensiamo di sapere qualche cosa. Realtà vissute e raccontate dall’interno, con il tono estremamente lucido del dato di fatto e non della rivendicazione. Un libro che ancora una volta suggerisce come l’America di Steinbeck e di Faulkner non sia in realtà cambiata. O, peggio, abbia fatto passi avanti e poi si sia impegnata a cancellarli negli ultimi quarant’anni. E suggerisce molto altro. DA LEGGERE.

(RECENSIONE DELLA LIBRAIA)

Sarah Smarsh, Heartland, ed. Black Coffee, € 18,00

Libro che mi è piaciuto ASSAI. Il romanzo prende spunto da un episodio reale (il primo atto di terrorismo interno negli Stati Uniti. In parole povere un americano contro altri americani). Sono i ricordi di Bea, ormai molto anziana ma allora una ragazzina, a raccontarci cosa accadde. MA NON E? PER NULLA il racconto di un dramma, se così si può dire, perché la voce narrante usa il ricordo per raccontare la storia attraverso le percezioni di una quattordicenne. E le considerazioni che ne scaturiscono sono sorprendenti, almeno in un periodo come il nostro in cui ci sentiamo obbligati a dispensare giudizi e verità. E, parallelamente a questa storia, e sullo stesso piano come importanza, una PROFONDISSIMA AMICIZIA.

(RECENSIONE DELLA LIBRAIA)

John Smolens, Il giorno dei giorni, Mattioli 1885, € 18,00

Dominicana (Angie Cruz, Solferino ed.)

“Quando un’ape ti punge, poi le scoppia il cuore. Lo sapevi Lenny? […] Non è vero, interviene Teresa. Succede solo quando l’ape cerca di scappare, le si stacca il sedere e muore. Ma lo sanno che poi muoiono? chiedo io. Ay, Ana, ma non l’hai ancora capito? Tutte le femmine devono fare sacrifici per il bene della colonia. Pungono per proteggere fratelli e sorelle. E sono pronte a tutto per difendere la regina. Ogni colonia ha bisogno di una regina. Per quello le danno da mangiare tutta quella gelatina, così diventa grande e grassa e depone tutte le uova che deve.

Questo è un romanzo di formazione tutto al femminile. Ana, quindici anni, parte dalla Repubblica Dominicana per diventare donna a New York. Non è una scelta. O almeno non è una scelta sua. Ma sua è la responsabilità di offrire una vita migliore alla sua famiglia: un padre reso quasi inesistente dalle delusioni regalate dalla vita, una madre che apparentemente è una leonessa – o l’ape regina – e che si batte con le unghie e con i denti per assicurare un futuro ai figli e a sé stessa. Costi quel che costi.

La famiglia gioca un ruolo fondamentale, è il motore di quasi tutte le scelte di vita di Ana. Lei vuole fortemente dare una possibilità ai fratelli e alla sorella, e questo la porterà ad ingoiare delusioni e dolori (ma anche a far crescere in sé una consapevolezza diversa dei propri desideri). E’ una famiglia presente soprattutto quando è assente. Ogni giorno quando Ana si troverà di fronte a scelte e decisioni, lo farà sulla base di cosa direbbe la madre e di come queste scelte potrebbero influire sulla vita dei fratelli.

Ana è una figlia che pur nello sconforto capisce perfettamente quale sia il suo ruolo e il suo compito su questa terra. E non vuole sottrarsi. Scopre che desideri e ambizioni non vanno sempre d’accordo con doveri e responsabilità, ma, poco alla volta, scopre anche che una volontà forte potrebbe forse portarla dove vuole arrivare.

Dominicana è ambientato negli anni ’60, e sullo sfondo ci sono la morte di Kennedy, quella di Malcom X, la Baia dei Porci, il periodo post Trujillo e l’appoggio americano alle rivolte dominicane. Ma quasi tutto questo resta, appunto, sullo sfondo, mentre ha spazio dominante la lotta politica nel paese d’origine che, inizialmente come “sentore” e poi come sostanza reale, incide sugli avvenimenti di questa famiglia. E interessante è anche la rappresentazione della guerra tra poveri, dove non ci sono solo attriti tra bianchi e neri, ma neri che odiano i dominicani, dominicani che odiano i portoricani, e portoricani che odiano i neri. Come d’altronde è sempre stato nella storia.

Bella lettura, interessante visione degli accadimenti – sia della Storia che della vita quotidiana – da un punto di vista a latere rispetto a quelli che siamo abituati a considerare. E non guasta nemmeno che rimanga, pur con le sue parti dure, una lettura sostanzialmente gradevole, di quelle che portano a considerazioni e giudizi mostrando però anche i lati piacevoli delle vite.

Qualche consiglio vecchio e nuovo e 66th and 2nd editore

Quando Mel, a diciassette anni, si convince di essere un uovo, gli psichiatri non scommetterebbero un centesimo sul suo futuro. Decretano ‘psicosi maniaco-depressiva’ e prescrivono montagne di farmaci. Eppure Mel riesce a sposare Elvira, vulcano di vitalità e progetti, a diventare un insegnante geniale e amatissimo, a crescere due figlie con personalità spiccate, a coltivare fiori magnifici nel suo giardino. Consuma scarpe passeggiando all’infinito, organizza gare sui trampoli al chiaro di luna, accoglie con un sonoro buongiorno gli studenti davanti a scuola il mattino. Mel sente forte il richiamo della vita e della scoperta, ma la depressione lo insidia con la sua rete vischiosa di silenzio; alla fine riesce a catturarlo e a fargli credere di aver sbagliato tutto. La figlia Miriam, narrando la sua storia come avrebbe potuto raccontarla lui, con la comicità stralunata di un uomo dolcissimo e smarrito, ci dimostra che non è così.

Ndl: Miriam Toews a scatola chiusa!!!

Miriam Toews, Swing Low, Marcos y Marcos, € 18,00

Una cittadina del Mid-West raccontata attraverso le storie di alcuni suoi abitanti. Le loro doppie vite, normalissime e nevroticissime, sono diventate un modello descrittivo degli Stati Uniti che ha avuto infinite applicazioni nella letteratura e nel cinema.
Faulkner ha detto: «Sherwood Anderson è stato il padre di tutti i miei libri», ma la stessa cosa avrebbero potuto dirla molti altri, perché lo scrittore dell’Ohio con i suoi romanzi degli anni Dieci e Venti, e soprattutto con questo libro (1919), ha «inventato» la letteratura nordamericana contemporanea.

Sherwood Anderson, “Winesburg, Ohio”, Einaudi, € 20,00

Sottotitolo: “I racconti della grazia, dell’agonismo e del corpo”, e dice già tutto da solo.

Francis Scott Fitzgerald è sempre stato un appassionato di sport. Qui ci sono racconti, una poesia, e la scrittura unica di questo autore. Alcuni racconti erano già stati pubblicati, ma ci dono degli inediti imperdibili.

Francis Scott Fitzgerald, “Fuori dai giochi”, 66th and 2nd, € 20,00

Ecco: Negroland è un libro un po’ spiazzante, molto interessante per chi voglia conoscere un po’ di storia, ma che trattando dell’élite nera tra segregazione e inter-razzismo potrebbe far storcere il naso a più di una persona tra quelle che vedono o tutto bianco o tutto nero, e si rifiutano di considerare le sfumature dei grigi. E’ un memoir (non autobiografia quindi, ma racconto di verità storiche elaborate secondo la soggettività e l’emotività di che scrive); l’autrice è una nera, quindi parla della sua gente e anche questo potrebbe in alcune pagine essere motivo di disturbo, Detto questo si legge anche per conoscere prospettive nuove, giusto?

Margo Jefferson, “Negroland”, 66th and 2nd, € 16,00

Il ring invisibile è quello nella testa di Cassius Clay. Prima che “ripudiasse” il suo Paese e la sua religione, prima che diventasse Muhammad Alì. Questo è un romanzo, un matrimonio tra finzione e fatti realmente accaduti, non una biografia. E vi troviamo un Cassius Clay tra i quattordici e i vent’anni, estremamente fragile, ma di una fragilità che genera una rabbia grande e che porta Clay a forgiare quelle frasi deliranti che tutti ci ricordiamo o abbiamo sentito. L’autore, lo confesso, non è americano. Ma Cassius Clay è stato un simbolo così importante e ingombrante di una parte di America, che ho deciso di tenerlo comunque a scaffale.

Alban Lefranc, “Il ring invisibile”, 66th and 2nd € 15,00.

Joyce Carol Oates non ha mai fatto mistero di amare la boxe. Un amore ereditato dal padre, con il quale seguiva gli incontri. In questa raccolta di saggi, alcuni dei quali pubblicati in Italia per la prima volta, fortune e sfortune dei campioni, risvolti di costume e della società. Ed sarebbe anche interessante vedere il suo Muhammad Alì e il suo Joe Louis in rapporto al Cassius Clay e al Joe Louis de “Il ring invisibile”.

Joyce Carol Oates, “Sulla boxe”, 66th and 2nd, € 17.00

Lionel Shriver è nata in America ma ha vissuto anche in posti diversi, e questi racconti ci portano in America, In Gran Bretagna, in Kenya. Con uno stesso filo conduttore: l’importanza del possesso di beni. Il desiderio di possesso o l’accumulo compulsivo che ci spingono a perdere di vista il senso delle cose. A volte irriverente, a volte ironico, sempre delizioso.

Lionel Shriver, “Proprietà”, 66th and 2nd, € 18,00

America contemporanea. Un ragazzo con un patrigno premuroso, che oltretutto ha salvato la madre dall’alcolismo, gli ha dato una sorella e una famiglia che lo ama. Ma siccome tutti abbiamo lati più bui, e qualcuno li ha molto bui, il ragazzo deve cercare di capire come conciliare il suo affetto per quest’uomo e la consapevolezza di far parte di una famiglia con rami legati al suprematismo bianco. Succederanno cose, perché questo è un thriller, in un’America divisa tra estremismi.

Alexi Zentner, “Il colore dell’odio”, 66th and 2nd, € 18,00.